Partiamo dal presupposto che le molle sono, per definizione, dei “Corpi capaci di allungarsi se viene loro applicata una determinata forza, e in seguito tornano alla propria forma naturale. Oggetti di tipo elastico, generalmente fabbricati in acciaio, sono usati ed ottimizzati per accumulare energia meccanica”.

Per questo si trovano utilizzate in tantissime produzioni, davvero ovunque.

Proviamo a pensarci: a partire dall’industria automobilistica/motociclistica, in quasi ogni oggetto che guardiamo, esistono le molle. Perché ovunque sia necessario il movimento di allungamento ecco che la molla ha diritto di esistere.

Partiamo da una delle innumerevoli tipologie di molla: la molla a compressione.

In generale queste molle sono utilizzate nel settore automobilistico/motociclistico, come scrivevo prima, ma anche per ammortizzatori, ricambi.

E nell’industria navale, per ormeggi.

Poi in campo bio-medicale, nel campo della movimentazione terra, nella citofonia e in tanti altri settori.

L’elasticità, quindi ha la meglio. E per seguire questo mondo, credetemi, ne abbiamo bisogno, di elasticità!

E quanti tipi di molle esistono? Fondamentalmente una decina, ma con variabili davvero numerose. A partire dalle molle in filo, della tipologia a compressione, torsione, trazione e sagomate. A seconda degli usi.

Leonardo, genio di sempre, le aveva studiate alla fine del XV° secolo, nel Codice Madrid, dove aveva previsto il suo utilizzo, come elemento elastico. Quindi vediamo la necessità dell’uso della molla per la scienza meccanica, già a quell’epoca.

Ma è d’obbligo ricordare che proprio quella tipologia di molla, progettata da Leonardo, applicata al motore, è utilizzata anche oggi, per esempio, nella produzione di serrande, maniglie e trapani a colonna.

Chiamata “molla a spirale d’Archimede”, proprio perché la sua funzionalità si basa sul concetto archimedeo.

Certo, nei secoli il suo uso è stato applicato ad ogni tipo di produzione, sino ad arrivare alla gioielleria, dove troviamo meravigliosi preziosi, costituiti con le molle.

Senza contare che nella costruzione degli orologi, le vediamo già nel XV° secolo: sostituivano il sistema dei pesi che normalmente li faceva funzionare, con un meccanismo di carica, appunto, a molla.

Non c’è limite all’utilizzo delle molle! E siamo solo all’inizio…

Piano piano scorgeremo la loro presenza, articolo dopo articolo, e scopriremo quanto siano importanti/necessarie nella vita di tutti i giorni.

Molliamo gli ormeggi!